sabato 24 aprile 2010

Oggi la voglia di stare soli e riflettere era tanta.
Mi sono persa camminando per le strade della città e pensavo a te, Ste, e ridevo. Ridevo perché non ricordo un solo istante passato insieme in cui tu non avessi il sorriso sulle labbra. E voglio continuare a ricordarti così, solare, mentre aspettiamo tutti insieme la fine dell’esame e spintoni me e la Giulia contro la porta dell’aula, alla fine di Interni che fai la Magnum insieme a Filo Jacopo e Ale, durante le stremanti ore di tirocinio e quella volta che hai portato la torta fatta da tua mamma per il tuo compleanno, le cene da Jacopo, tu che mi prendi in giro all’ovale mentre si beve in compagnia, le suonate sui gradini di design e l’ultima volta in triennale, una settimana fa, che ci siamo salutati al volo perché tu te ne stavi andando, non volevi più aspettare, non ci si vedeva da tanto e ora a pensarci avremmo dovuto fermarci e raccontarci come ci stavano andando un po’ le cose.
Si dice sempre che quando viene a mancare una persona si ricorda solo il buono di questa, ma io nel ricordarti non mi devo sforzare di cercare il meglio che c’era in te, perché tu lo facevi già da solo, davi sempre il meglio di te stesso, tu avevi voglia di fare, Ste, te lo si leggeva negli occhi, non temevi la vita con tutti i suoi casini, anzi questi li affrontavi con serenità. La grinta che avevi ti ha sempre portato a primeggiare, ma tu lo facevi in uno stile tutto tuo, senza preoccupazioni, senza farti troppe menate, con la gioia di vivere e lo stare bene con te stesso, per questo ti ho sempre stimato e continuerò a farlo.

Ciao amico.

2 commenti:

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  2. L'unica persona, al mondo credo, ad aver preso 30 e lode alla fine del primissimo laboratorio di progettazione, lavorando da solo... Che leggenda...

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