In questi casi non sono brava con le parole.. ma quello che ha scritto Edo ha riportato alla luce vecchi ricordi. Con quei ricordi sono saltate fuori vecchie immagini, di quei giorni in cui eravamo tanto diversi da ora, e come dici tu, ci aggrappavamo uno all'altro, per non cadere, per farci forza, per andare avanti in quella che era un'esperienza nuova per tutti noi. Oggi che tutto sembrava aver raggiunto una stabilità, oggi che iniziavamo ad essere più sicuri di noi stessi, è bastata una telefonata, un passaparola, per far crollare un castello di certezze.
Ci si chiede il perchè, ma è ovvio, un perchè non c'è. Bastava conoscerti per pochi minuti, per capire che eri una di quelle persone a cui non avresti mai potuto dire nulla di male. Sempre calmo, sempre perfetto. Ricordo quando la Marghe partiva a macchinetta a parlare, durante le ore di matematica, e tu con un orecchio la ascoltavi, con l'altro seguivi la lezione, e alla fine avevi capito tutto. Meccanica, poi, hai cercato in tutti i modi di farmela entrare in testa. E le chiacchierate all'ovale, e quel cavolo di morbidone, che ci hai obbligato a mangiare per quasi tutto il primo anno (con i primi caldi iniziava a diventare pericoloso). Te ne vai così, e a ripensare all'ultima volta che ti ho visto, tra i corridoi, di corsa a salutare tutti per poi tornare in piola, non sembra vero.
« La storia della vita è più veloce di un batter d'occhio. La storia dell'amore è ciao e arrivederci al prossimo incontro. »
(Jimi Hendrix)
Che rabbia, Ste. Prendi la tua chitarra e suona quanto vuoi, noi staremo ad ascoltarti.
Ciao
ahah! che momento imbarazzante... :'(
RispondiEliminaquesto video è bellissimo
RispondiEliminaeli non me lo ricordavo...
RispondiEliminaciao ingegnere.
RispondiEliminain questi giorni sono rimasta un po sul margine di tutto quello che sta succedendo qui. mi sembrava quasi di invadere, di essere un intrusa in quello spazio di rabbia, di occhi lucidi e di silenzi che ci si è creato attorno.
Però domani parto, non potrò venire a salutarti, e proprio non mi andava di partire senza averlo fatto. Approfitto di questi momenti nei quali le realtà ancora non ti ha raggiunto e non ti ha scaraventato per terra, nei quali assurdamente mi vengono in mente solo particolari piccoli, un po stupidi, divertenti, di questi anni trascorsi un pò insieme, un po perdendoci di vista, (che tanto siamo tutti li vicini, c'è tempo per andare a salutare i vecchi compagni, e invece no).
rivedo qui le foto di quel modello assurdo che abbiamo fatto al primo anno,nemmeno me lo ricordavo quanta cavolo di fatica abbiamo fatto,l'ultimo giorno,a far coincidere tutti i pezzi, una volta finito. in cinque in quell'aula vuota a tenere su i muri.
mi ricordo quella sera che aspettavamo i voti di interni, e ce ne stavamo tutti fuori da quell'aula a dire idiozie, ultimi ad uscire dall'università. mi ricordo di quell'orale di meccanica che avevi fatto prima di me (oddio ste ma come ti ha bocciato?? e io che cavolo ci vado a fare allora!!)mi ricordo di quella tua giacca marrone che portavi sempre, mica tanto bella ad essere sincera; di un tuo compleanno festeggiato per strada, con lo spumante che avevi portato nello zaino, mentre andavamo a vedere le aree di progetto. e quando tu e jacopo alla fine del secondo anno volevate che lavorassi con voi l'anno dopo, che avevate bisogno di qualcuno che vi cazziasse per farvi lavorare (ma quando mai ne hai avuto bisogno, tu che sei riuscito praticamente in ogni cosa che facevi in maniera impeccabile).E c'eri anche il giorno della laurea, subito prima di me; non mi ricordo ma probabilmente ti ho assalito anche li( ma che ti hanno chiesto ste? oddio sono stronzi, lo sapevo che erano stronzi! )poi c'è un vuoto di ricordi, perchè siamo cosi tanti li dentro, e capita a volte di perdersi, convinti di avere tutti a portata di mano, se serve.
Cosi quando qualche tempo fa ci siamo rivisti davanti alla triennale non ci siamo fermati troppo a chiaccherare...ciao ragazzi, vengo a rompervi le palle in leonardo qualche volta.Invece no.
Ma domani ci saranno tutti, quelli persi per qualche tempo e quelli che invece ci sono sempre stati, a salutarti prima di andare.
Qualcuno lo capirà solo domani forse, che è tutto vero, che noi fossimo pronti o meno.
Io per adesso mi tengo questi piccoli ricordi un po stupidi di un ragazzo divertente,gentile mai esagerato o fuori luogo.
Ti saluto ingegnere, fai buon viaggio.