domenica 25 aprile 2010
baracus
ieri sono stata fuori tutta la notte. volevo arrivare a casa stremata, per addormentarmi subito e avere un sonno senza sogni. non ci sono riuscita. ieri non c'erano pensieri, al di fuori di un nome. oggi i pensieri ci sono, eccome; è qualcos'altro che manca. manca la risposta, manca la ragione che possa dare la risposta, manca il coraggio, quello di arrendersi all'evidenza che non c'è una cazzo di risposta. manca stefano. noi tutti sappiamo com'era lo ste. ciascuno di noi ha nel cuore i ricordi, che ora diventeranno la cosa più preziosa. [nel telefono ho ancora qualche messaggio "grazie mille a domani caro! poi ti impacchetto la madda""ottimo non potevi farmi regalo migliore..a domani buona serata!"]. dove abito ora la mia sala dà sul cortile interno. ogni tanto mi fermo a guardare dalla finestra un momento della vita di qualche sconosciuto e mi piace immaginare cosa queste persone stanno facendo e perchè. una signora si è appena alzata. è ancora buio e si vede la cua cucina illuminata da una piccola lampada, lei taglia il pane, credo, per i figli. forse sta preparando loro il pranzo da portare via, perchè deve uscire presto e non li potrà salutare prima della scuola. forse anche alla signora piace fare quello che faccio io. se guardasse dall'altra parte del cortile ora vedrebbe una ragazza che piange un amico che non c'è più. magari si immaginerebbe che la ragazza doveva voler bene a questo amico, con il quale forse prendeva il treno la mattina per andare in università. quel treno non portava solo là, quei viaggi portavano a conoscersi, a parlare di tutto, dell'a-team (perchè poi baracus), delle grigliare al lago. ora sono qui a 1000 km da voi, a 1000 km da dove vorrei essere per cercare un po' di conforto nell'unico luogo che potrebbe essere in grado di darmelo, nella vostra amicizia tangibile negli abbracci che vi darete, nei silenzi che rispetterete, nelle lacrime che non cercherete di fermare.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento