lunedì 26 aprile 2010

E' difficile trovare le parole giuste per iniziare a dire qualcosa in un momento come questo.
Io e te, Stefano, non siamo mai stati "amici" nel senso stretto del termine, e non abbiamo nemmeno mai parlato a lungo.....però, ora, quella sensazione di vuoto presente negli stati d'animo di tutti pervade anche me
Forse perchè, difronte a cose come questa uno si chiede che significato abbia la vita, per cosa valga la pena lottare, amare, soffrire, piangere...se poi deve finire tutto così in fretta.
Forse perchè a vent'anni ci sembra che la vita sia infinita, che sia appena incominciata, che abbia ancora tantissimo da darci...e poi, da un giorno all'altro, basta.
La prima cosa che pensiamo è che sia profondamente ingiusta, e lo è.
Ora che non sei più con noi ripenso all'anno scorso passato insieme e, sebbene non avessimo quasi mai parlato, mi ricordo benissimo quella volta, al tuo esame di Menegatti, quando il prof. mi ha chiesto di commentare il tuo progetto e io, distratta come al solito, me ne sono uscita con una critica un po' aspra perchè era l'unica cosa che potessi dire visto che la tua esposizione non l'avevo seguita....mi avrai mandato sicuramente a "quel paese"!!
E adesso, ripensandoci, provo una sensazione di nostalgia e tristezza perchè quella, probabilmente, è l'unica volta in cui ci siamo rivolti la parola se non per dirsi "ciao".
Avrei altre mille cose da dire per salutarti Ste, però voglio chiudere con questo bel ricordo che ho di te, di quella persona solare e sempre sorridente che emerge dai racconti dei tuoi amici veri.
Vogliamo ricordarti tutti cosi.

Addio, Ste

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